mercoledì, agosto 20, 2008

chi mi conosce lo sa. la politica è una malattia che ho contratto da adolescente e se, da anni, non la faccio e la seguo da distante è perchè, da anni, sono intimamente convinto che il punto di non ritorno è stato passato. Preferisco allora la letteratura, sperando che sia d'aiuto a ricostruire un senso che presto si dissolverà in un vortice di violenza.

Credo che sia meglio sondare i territori della poesia per far emergere il non detto, l'indicibile, senza che le immagini che ne emergono vengano triturate dai meccanismi della finzione dell'industria culturale.

Focolai di guerre mediate dai mainstream media lasciano sulla corteccia cerebrale e nell'anima gli stessi leggeri segni della fiction. Lo storytelling ha lo scopo di persuadere ed avvincere, trasmettere emozioni, dicono, ma non riesce a grattare sotto la crosta del cuore e dell'intelletto, non arriva, davvero, a raccontare il dolore delle torture, l'orrore della morte violenta di soldati, civili, donne, vecchi e bambini. Eseri umani. A cadere sono solo personaggi, caratteri: cattolici, protestanti, mussulmani, albanesi, kosovari, ebrei o palestinesi, irakeni, georgiani, tibetani, sic, indù, cinesi. Macchiette di sangue, pupi della geopolitica. Dall'altra parte i carnefici e le loro maschere: le multinazionali, i finanzieri internazionali, gli imam, i papi, una pletora di primi ministri, segretari delle nazioni unite, presidenti della repubblica, dittatori, tecnocrati e magnati dei media, mitomani. Più o meno meschini, più o meno coraggiosi, tradiscono mogli, combattono il riscaldamento globale, attaccano i terroristi, mentono, si vendicano, perdonano. Il priù grosso romanzo collettivo della storia dell'umanità, sceneggiato televisivo a puntate ambientato sull'intero globo terraqueo, sta per finire. E l'ultima serie. Lost.

Preferisco la poesia, per ora e qualche lettura che, ogni tanto viene fuori. Qualcuno che sa ancora legere il mondo al di fuori di uno schermo c'è.

http://www.criticamente.it/Article3869.html

"Questa non è una semplice provocazione per far arrabbiare i russi", ha dichiarato Lyndon LaRouche l'8 agosto. "Questo è parte della strategia per smembrare la Russia. Essenzialmente, questa è la terza guerra mondiale"

Vedo le strade
ubriache di sangue
la rabbia rinchiusa
in diverse divise
esplodere,
gli inermi
ridere della fine,
finalmente.


Cos'è costata
la vita se non
un'altra vita?
Sempre.


Hanno spento la TV,
dissolto il sogno.


Oscurato lo schermo
riflette i denti digrignati
la bava alla bocca,
nell'enorme sacrificio
di credere che fosse
pace, progresso, benessere.


Non sono più qui,
gli spari, non sono più
un'eco lontana.


La ferocia prossima
a sbarcare il lunario
ubriaca le strade
di sangue.


La vedo, cieca, la rabbia
in un omuncolo violento
pestare una donna
fuori le mura di casa
finalmente.


Vedo le strade
tornare teatro
del desiderio
nascosto fin'ora
tra le chiappe
di un trans,
sui seni sfiniti
di una bambina
nigeriana che passeggia
di notte, lungo il viale
con il suo curioso
ombrellino rosso.


Tra poco saremo
liberi di cacciare
com'era un tempo.
L'uomo non è diverso
e il diverso non uccide.


Il sangue che
non ha colore
se non il rosso
aspetta le orde
feroci tornare
a ricordarlo.


Si muore in fondo
per essere uguali
almeno nella cenere.


Pronto a morire
vedo le strade
ubriache di sangue.

postato da: scriptavolant alle ore 15:59 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, agosto 13, 2008

a tutti coloro che non sono in vacanza sottopongo un brainstorming sulla testè prodotta affermazione:

il virtuale è il dominio del marketing. il reale è il regno o dovrebbe essere il regno della politica. il virtuale e il reale sono il territorio dell'arte.

 

cosa ne pensate?

ovviamente siete liberi di inserire qualsiasi tipo di insulto in deroga alle norme che regolano questo blog

postato da: scriptavolant alle ore 15:04 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, agosto 06, 2008

Troppe albe e altrettanti tramonti mi ha regalato l'insonnia, questi ultimi giorni, perchè non tornasse a visitarmi la tenia della poesia.

Cammino da un bel pò nella terra di nessuno, felice di esserne il re. Io sono nessuno ed è un privilegio.

Che piacere riascoltare le parole che per lungo tempo hanno urlato dietro il vetro diafano di macchine, finestre d'ufficio, stanze d'albergo, case lontane.

Come per le sirene mi sono messo a seguire questi echi e qui lascio qualche traccia di letture incontrate per strada.

La poesia esiste ancora, può esistere?

Se la rasposta è si allora vale la pena darsi al neolirismo.

Come ci si è arrivati a questa desertificazione della parola in verso libero e metro incerto?

Che cosa leggere e chi la sta scrivendo?

 

« Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita »

(Alda Merini)

postato da: scriptavolant alle ore 16:53 | Permalink | commenti
categoria:letteratura
martedì, luglio 29, 2008
Immagine di L'ombra del vento Appena finito di leggere tutto d'un fiato entra a pieno titolo tra le eccezioni che il mio gusto concede alla letteratura di genere. Zafòn scrive bene e marchingegna la trama. Un romanzo contemporaneo con le passioni e le tinte della letteratura d'altri tempi. Sicuramente profondo e ricco di diversi piani di lettura. "I libri sono lo specchio dell'anima di chi li legge". Da tornarci su con un po più di calma perchè tra una riga e l'altra qualche perla si trova. Ogni tanto, una caduta di registro ma penso sia più un problema dell'editor distratto.
postato da: scriptavolant alle ore 00:30 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, luglio 24, 2008

1 settimana, alla faccia di Brunetta, di ferie me la prendo. Ormai ho il mal di Sardegna e li vado appena posso. Sabbia e mare mi riportano alla vita vere ed immancabilemnte ogni volta che mi preparo a tornare "uomo" meno civilizzato penso a quanto tutto questo sia minacciato. per questo sottoscrivo e diffondo la campagna shock di Beppe Grillo. Lo so sono un ottimista e anche per le vacanze non mi faccio mancare nulla.

postato da: scriptavolant alle ore 09:49 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, luglio 21, 2008
Ho imparato che
devo lasciarmi andare
per restare a galla.

Non opporre resistenza
alla forza del mare
come il judoka
sulla via della cedevolezza
raccoglie la forza
dell'onda avversa

Scivola in me
la forza del tutto
e resto in piedi
come in volo
postato da: scriptavolant alle ore 09:30 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia, letteratura
giovedì, luglio 03, 2008

I, I wish you could swim

Like the dolphins, like dolphins can swim

Though nothing, nothing will keep us together

We can beat them, for ever and ever

Oh we can be Heroes, just for one day.

"Heroes" (English) Lyrics, David Bowie

postato da: scriptavolant alle ore 17:09 | Permalink | commenti
categoria:letteratura
mercoledì, giugno 18, 2008

Lo straniero


“A chi vuoi più bene, enigmatico uomo, di? A tuo
padre, a tua madre, a tua sorella o a tuo fratello?”
“Non ho né padre, né madre, né sorella, né
fratello.”
“Ai tuoi amici?”
“Adoperate una parola di cui fino a oggi ho
ignorato il senso.”
“Alla tua patria?”
“Non so sotto quale latitudine si trovi.”
“Alla bellezza?”
“L’amerei volentieri, ma dea e immortale.”
“All’oro?”
“Lo odio come voi odiate Dio.”
“Ma allora che cosa ami, straordinario uomo?”
“Amo le nuvole…le nuvole che vanno…laggiù,
laggiù…le meravigliose nuvole!”
C. BAUDELAIRE, Poemetti in prosa, 1869

postato da: scriptavolant alle ore 14:51 | Permalink | commenti
categoria:letteratura
lunedì, maggio 19, 2008
Sono un sostenitore dell'inesistenza dell'autobiografia, dell'impossibilità di scriverla.
Semplicemente perchè io non sono lo stesso che ero 5 minuti fa. Al massimo si può compilare diligentemente un autocronologia, mettendo in ordine qualche fatto che merita di essere tirato fuori dal cassetto della vita dove è stato gettato alla rinfusa un qualche giorno di quelli andati.
postato da: scriptavolant alle ore 23:20 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, maggio 14, 2008
Se scrivi e menti, sei un copywriter. Scrivi la verità e sei uno scrittore.
postato da: scriptavolant alle ore 12:24 | Permalink | commenti (3)
categoria:letteratura